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LA MIA ESSENZA 🦄

Devi essere contento di quello che vedi, quando ti guardi allo specchio…

Devi essere fiero di ciò che fai ogni giorno…

Devi essere soddisfatto di te quando vai a letto la sera…

Devi essere contento di svegliarti alla mattina…

E come fai? Investendo il tuo tempo per costruire la tua essenza.

E cos’è l’essenza di una persona? È quell’amore che prova verso se stesso e che lo rende libero, nonché consapevole, ricco e forte. E non parlo di una ricchezza materiale, ma di quella ricchezza d’animo che fà di te un essere unico 🦄

La vera essenza di una persona è la passione che mette in ciò che ama… C’è a chi piace scrivere, suonare, fare sport, cucinare, ballare, recitare… Tutti abbiamo qualcosa dentro che ci tiene vivi e ci fà vibrare; anche se ancora non lo sai, ce l’hai anche tu, devi solo scoprirlo e tirarlo fuori.

Troppo spesso ci confondiamo coi ruoli lavorativi che ricopriamo, ma noi, prima di essere delle figure professionali, siamo delle persone, e non dobbiamo dimenticarci di preservare quel lato umano che ci rende tali…

Io ho fatto tanti lavori nella mia vita e più volte mi sono fatta coinvolgere così tanto da dimenticarmi chi ero. Con gli anni, ho investito su di me, e continui a farlo giornalmente. Ma per farlo, devi prima porti una domanda: “sei felice?

Ecco, quando la mia risposta è stata “no”, mi sono rimboccata le maniche e ho scavato nel mio profondo per cercare quelle cose che mi fanno sentire viva…

la lettura: scoperta in “tarda” età, in prima superiore, grazie al mio professore di italiano, è stato un amore viscerale. Ho divorato libri su libri per anni. Per me leggere è dare spazio alla mia mente, è lasciar liberi i pensieri, è confrontarmi coi pensieri degli scrittori, è anche cambiare opinione se necessario. Sono sicura che non sarei la stessa persona che sono ora, se non leggessi. Leggere forma le idee, allarga i punti di vista. Per me, leggere, è un universo parallelo dove chetare l’animo quando ribolle. Sono capace di leggere mentre mangio, mentre cammino, mentre mi si urla nelle orecchie, perché io quando leggo riesco a rimanere sola con la mia testa.

fare sport: anche questa attività, scoperta solo a 18 anni, e di cui ne ho fatto un lavoro oltre che una passione, è un altro tassello del mio puzzle interiore. Lo sport ha forgiato il mio carattere. Mi ha insegnato a gestire tanto emozioni e mi ha dato il coraggio di affrontare me stessa. È un fiammifero lo sport per me, mi accende e mi tiene accesa, mi fà svegliare col sorriso e la notte non mi lascia quasi dormire per la voglia di fare che mi mette.

scrivere: ecco, questa è un attività che purtroppo per anni ho accantonato per dare spazio ad altri impegni quotidiani, ma sentivo che mi stava mancando una libertà di espressione. Scrivere per me, è “vomitare” fantasia, un po’ come quando sogni. Non deve avere un senso logico, non deve rispettare nessuna veridicità spazio temporale, scrivere è un viaggio che attraversa il cuore. Scrivere mi permette di guardare i miei pensieri su un foglio e aver ricominciato mi ha aiutata a sentirmi più vicina a me stessa.

la musica: quando parli di musica, intendi ascoltarla, perché purtroppo, non sono mai riuscita ad esprimermi tramite un qualsiasi strumento. È un rimpianto che mi sono portata dietro per tanto tempo, finché ho capito che la musica non è solo suonarla, ma può essere anche ascoltarla. Dall’adolescenza ad oggi ho approfondito moltissimi generi musicali, punk, metal, disco, reggae, dancehall, rap… Per finire ad amare ormai da diversi anni tutto ciò che appartiene alla black culture; blues, funky, jazz, bebop, swing. Nelle note e nei silenzi che lasciano spazio ad altre note, io sono riuscita a dare pace, leggerezza e profondità ai miei sentimenti.

Poi potrei parlarti di altre tante passioni che ho, come cucinare, disegnare, andare a teatro, alle mostre, camminare… Ma se veramente dovessi dare un nome ai tasselli di quel puzzle che formano la mia essenza, risponderei senza dubbio, quelli che ho raccontato ora, perché sono quelli a cui non potrei mai rinunciare giornalmente.

Qualcuno mi dice che sono fortuna perché “io ho tempo”. In verità tutti noi siamo i diretti responsabili di come gestiamo le nostre vite e le nostre giornate. Quello che posso suggerirti è di crearlo il tempo per te, io ad esempio lo faccio svegliandomi alle 6 di mattina per avere 30 minuti per leggere, così come cerco di ottimizzare la pausa pranzo, facendo una camminata e leggendo altri 30 minuti e più, la sera non guardo la televisione ma leggo o scrivo.

La consapevolezza di quello che siamo e quello che vogliamo essere è il primo passo per toglierci da dove non stiamo bene.

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PESI 🏋️& MOBILITÀ🤸 = SQUADRA CHE VINCE

Molte volte mi viene chiesto se sollevando pesi 4-5 volte a settimana, il mio corpo non si irrigidisca o non si blocchi a causa delle tensioni muscolari…

Mi piacerebbe affrontare assieme a voi questo argomento, in quanto come abbiamo visto, spesso ci lasciamo convincere da false dicerie 🗣️

Ma quindi è vero che sollevare pesi rende rigidi? La risposta è NO‼️ anzi, tutto il contrario. Vi spiego perché.

Spostare e gestire dei carichi esterni al nostro peso corporeo, non è la stessa cosa che sollevare pesi. Per imparare a gestire un carico esterno, è necessario sviluppare molta abilità tecnica, coordinativa, propriocettiva, stabilizzazione, forza e mobilità…

Ora vi stareste chiedendo perché mobilità… Perché un’ alzata di pesistica, rappresentata sia dalla forza esplosiva che dalla forza massima, prevede lo sviluppo muscolare dell’intero rom (range of motion) ovvero “segmento del movimento”.

Esatto, è come se il movimento fosse suddiviso in diverse parti. Prendiamo come esempio uno squat, che è quello sicuramente più conosciuto da tutti.

Ecco, lo squat ha una fase iniziale di stabilizzazione del carico, poi ha una prima fase di inizio discesa ovvero caricamento, ha un primo arrivo all’altezza del parallelo, ossia quel momento in cui l’angolo dell’anca è parallelo all’angolo del ginocchio, e poi c’è la fase di arrivo in buca, quindi sotto al ginocchio e un ritorno alla posizione di partenza. Durante tutto questo movimento, è fondamentale sviluppare una muscolatura che permetta di gestite dal punto A al B e ritornare al punto A.

Si ma cosa voglio dirti con questo? Semplice, che in buca ci devi arrivare! E tu ora pensi: “bhè scendo e basta!”

Purtroppo non è affatto così semplice e lo dimostra il fatto che la maggior parte degli utenti che non pratica attività sportiva, riesce a malapena ad arrivare ad una sedia senza perdere la tenuta muscolare, ma anche quelli che magari si dilettano in palestra difficilmente arrivano al parallelo e quindi eseguono un mezzo squat.

Quindi sviluppare forza sotto carico, necessita per forza anche di un buon lavoro di mobilità, sia specifica per quel movimento e sia come conseguenza di un miglioramento della forza. Questo perché se oggi non arrivo al parallelo, tra un anno di allenamento, quando avrò interiorizzato il movimento, avrò migliorato sia la mobilità dell’anca, quella della caviglia, del bacino, dei femorali, della schiena e delle spalle per poter tenere il bilanciere.

Nei punti dove invece si presentano delle carenze soggettive, è possibile aiutarsi con esercizi mirati e con l’aiuto di un foam roller.

Il ponte nella foto, è un esercizio specifico per migliorare la mobilità toracica che permette un miglior assetto sulla panca piana, così da essere più stabile e poter sollevare più carico.

Attenzione perché non è un semplice ponte, perché altrimenti, avrei anche potuto toccare i piedi con le mani, ma è un’apertura toracica creata da una spinta di gambe e una tenuta di dorso; e qui torna il discorso della forza, perché difficilmente troverete una persona qualunque anche solo in grado di staccare le spalle dal pavimento, e questo perché quasi sicuramente avrà una carenza di forza delle braccia, del dorso, dell’addome e delle gambe.

Se poi vogliamo affrontare il discorso tensione muscolare, è normale che praticando movimento o una qualsiasi attività sportiva, si corra il rischio di contratture, ma queste, si presentano molto spesso anche per l’inattività, quindi, se proprio vogliamo raccontarcela, alla fine, è meglio un fisico contratto ma forte e mobile con una maggior capacità di recupero, piuttosto che un fisico contratto, debole e lasso che per guarire necessiterà di molto più tempo.

SOLO CHI NON FÀ NIENTE, NON INCORRE IN ALCUN PERICOLO.

V

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MITI & LEGGENDE FIT 💪

Tutto si evolve, ma non l’uomo. Ecco, l’uomo semmai regredisce continuando a credere al “Sentito dire… Letto sul web… Me l’ha detto l’amico… La televisione dice che… Io sapevo che…”

Ecco perché nel 2022 ci ritroviamo un mondo suddiviso in “San Tommasi” che non credono nemmeno se vedono, e “Creduloni”, per i quali è oro tutto ciò che luccica.

Occupandomi ormai di allenamento e stile di vita sano e consapevole da anni, mi sembra assurdo come sia possibile che mi vengano poste sempre le stesse domande da 5 anni a questa parte; da quando lavoravo in palestra, fino ad ora, nel mio studio privato.

È proprio vero che i miti sono duri a morire, e leggende in ambito fitness se ne sono create così tante, che la fregatura è sempre dietro l’angolo. Oggi, dedichiamo qualche minuto a sfatarne qualcuni dei più comuni:

FARE PESI DANNEGGIA LA SCHIENA: l’attiva contro resistenza è l’unica in grado di produrre nuovo tessuto osseo, prevenendo così l’osteoporosi. Quindi, al massimo, sviluppare i muscoli della schiena, previene dolori e infortuni🦴

FARE PESI RENDE RIGIDI: per sviluppare ogni angolo del movimento di un’alzata, al contrario di quanto si pensi, bisogna sviluppare un’ottima mobilità🤸

LO SQUAT INGROSSA LE GAMBE: se ti alleni male in termini di volume e programmazione, è probabile che possa aumentare lo stato di ritenzione, ma se ti alleni bene, potrai sviluppare delle belle gambe toniche🦵

LO SQUAT DANNEGGIA LE GINOCCHIA: se eseguito correttamente e in linea giusta di spinta, è un esercizio che rinforza le ginocchia, al contrario di tutti quegli sport che prevedono repentini cambi di direzione a discapito delle articolazioni🦿

PANCA PIANA ALLENA SOLO IL PETTO: si dice che LAper fare una buona panca, bisogna avere una buona schiena. Questo perché è un esercizio di caricamento del dorsale e porta in allungamento il pettorale e sviluppa così tutta la parte superiore del corpo. Se eseguito correttamente, con un buon legdrive, ovvero la spinta delle gambe, allena anche la parte bassa del corpo💪

GLI STACCHI DA TERRA INGROSSANO IL PUNTO DI VITA: avere un core forte, non significa allargare il punto vita. Poi dipende dalla genetica individuale, ma molti atleti di bodybuilding, che devono presentare una shape impeccabile, in offseason si allenano in stile powerlifting e questo non compromette il loro risultato estetico, anzi🏋️

I DOLORI DEL GIORNO DOPO, SONO ACIDO LATTICO: il lattato viene smaltito dopo poco tempo dal termine dell’allenamento, quello che si percepisce 24/48h dopo, sono i D.O.M.S. ovvero dolori muscolari🩸

LE PROTEINE FANNO MALE AI RENI: se si è in salute, un apporto che va da 1.6g a 2.5g per kg di peso corporeo non ha mai danneggiato nessuno. Consiglio di ciclizzarle e non tenerle sempre alte🍗

I CARBOIDRATI FANNO INGRASSARE, SOPRATTUTTO DI SERA: i carboidrati come le proteine hanno 4kcal ogni 100g, quindi non fanno ingrassare di più. Nemmeno mangiarli alla sera. Se sei un soggetto soggetto a sindrome metabolica e resistenza insulinica, la tattica di ripristinare un corretto andamento circadiano anche a livello alimentare, può aiutarti a recuperare la sensibilità all’insulina🍝

NON FARE COLAZIONE FÀ INGRASSARE: solitamente quello che conta è il conteggio calorico totale nella giornata e nella settimana. Non fare colazione, potrebbe aumentare il senso di fame fuori pasto portandoti a mangiare quello che capita, ma in sé per sé non è così influente ai fini del dimagrimento🥞

ALLENARSI TUTTI I GIORNI PORTA SOVRALLENAMENTO: a meno che non parliamo di atleti di altissimo livello che praticano allenamenti estenuanti, uno sportivo medio amatoriale non corre questo rischio🤯

FARE ATTIVITÀ AEROBICA BRUCIA CATABOLIZZA I MUSCOLI: a meno che non si pratica attività di ultra endurance e/o si è sotto alimentati, anche questo è un falso rischio. Anzi, uno stile di vita attivo non può che essere salutare, anche in concomitanza ad un allenamento di pesi🔥

FARE TANTA ATTIVITÀ AEROBICA FÀ DIMAGRIRE: praticare ore e ore di cyclette o corsa, non farà che disidratare il tuo corpo, con conseguente provvisoria perdita di peso, che verrà poi recuperata ripristinando l’omeostasi dell’organismo🫀

BISOGNA MANGIARE ENTRO 30 MINUTI DOPO L’ALLENAMENTO: dipende dalla situazione e dalle abitudini. La così detta finestra anabolica, non è così ristretta È consigliato comunque integrare con un pasto entro 3 ore dall’allenamento🍳

LE DONNE DEVONO SOLLEVARE PESI LEGGERI: con questo rischiano di aumentare l’acqua extracellulare, vedendosi di conseguenza più gonfie. La donna, deve sviluppare la forza in base alle sue caratteristiche fisiche. Possiamo parlare di uno squat almeno al doppio del proprio peso corporeo💄

BISOGNA SEMPRE ANDARE A CEDIMENTO: è una delle tante tecniche di allenamento che è bene far ruotare in un programma sviluppato per lo più con carichi tra il 70 e l’,80% del proprio massimale📝

PIÙ KG SUL BILANCIERE = PIÙ MUSCOLI: se ho una tecnica inefficace e inefficiente, caricare più kg non migliorerà lo sviluppo ipertrofico. Meglio prima ripulire la tecnica e poi aumentare🥸

FARE ADDOMINALI TUTTI I GIORNI FARÀ USCIRE LA TARTARUGA: l’addome è come tutti gli altri muscoli, se lo alleno si ingrossa. E se sopra ho un bello strato di tessuto adiposo, mi vedrò solo con la pancia più pronunciata ma non con gli addominali scolpiti🐢

PIÙ CI SI ALLENA, MEGLIO È: non sempre è così. Bisogna sempre valutare lo stato di partenza del soggetto, e capire cosa ha fatto fino a quel momento e che capacità di espressione di forza e resistenza può avere.

In questo articolo abbiamo affrontato alcune delle principali leggende del mondo fitness che quotidianamente invadono i nostri telefoni e le nostre teste. E non è così perché lo dico io, ma perché ci sono dietro ricerche scientifiche facilmente rintracciabili da fonti ufficiali.

Se sei nel dubbio su cosa sia giusto o meglio fare, il mio consiglio è di affidarti sempre a un professionista serio che ti aiuti a raggiungere i tuoi obiettivi 🎯

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PSICOLOGIA DELLA MELA E DEL PESCE ROSSO 🍎🐠

Questa è la storia di una donna rimasta intrappolata dentro alle emozioni di una bambina…

Questa è la storia di una bambina “costretta” a crescere troppo in fretta…

Questa è la storia di una ragazza persa, confusa, rabbiosa e ansiosa che per anni ha cercato risposte fuori di sè.

Questa è la mia storia: CIAO, IO SONO UN PESCE ROSSO CHE SI CREDE UNO SQUALO (che per sua natura non può fermarsi altrimenti le sue branchie smettono di svolgere la loro funzione portandolo alla morte).

IO SONO UN PESCE ROSSO CHE PER LA “PAURA DI MORIRE” SE SI FERMA, HA NUOTATO COME UN FORSENNATO PER SCONFINATI MARI… FINCHÉ HA CAPITO CHE FERMARSI È L’UNICO MODO PER CAPIRE CHI È 🐠🦈

Questi sono gli occhi di una donnabambina che ha smesso di cercare risposte e sta imparando l’accettazione dei propri sentimenti passati e presenti…

Questa è la storia della mia psicoterapia 💆

Se partiamo dal presupposto che mente e corpo sono un tutt’uno, come già professavano i greci “mens sana in corpore sano” non possiamo più credere di poter stare bene nel nostro corpo e nel nostro cuore, senza prima, stare bene nella nostra mente.

La psicoterapia non è una cura. Chi si rivolge al supporto psicologico non è malato e non deve “risolvere” niente. Chi si affida alla psicoanalisi sono tutte quelle persone che vogliono imparare a CONOSCERSI, a BASTARSI, ad amarsi, ad accettarsi❤️

Io ho iniziato il mio percorso di psicoterapia a 27-28 anni, quando, totalmente incapace di gestire le mie emozioni, mi lasciavo gestire da loro; col risultato di essere una mina vagante, una pallina del flipper impazzita che andava a sbattere da tutte le parti e prendeva a pugni il muro 👊

Ho avuto la fortuna di essere affiancata dalla mia dottoressa della sport (psicoterapeuta cognitivo-comportamentale) che all’epoca monitorava il mio andamento agonistico di ultraendurance. Per 2 anni, assieme a lei abbiamo cercare ti spostare quel macigno di tristezza dal mio cuore per scoprire cosa si celava lì sotto.

Dalle prime sedute, dove le consumavo intere scatole di kleenex per asciugarmi le lacrime e soffiarmi il naso, siamo giunte alla fine di un percorso che aveva allontanato la rabbia e mi aveva portata a concentrarmi su di me.

Da lì, sono trascorsi parecchi anni, dove ho vissuto intensamente tutte le emozioni che arrivavano, le incassavo ma non le ascoltavo. Perché sai qual’è la paura più grande di tutti noi mortali? Trovarci davanti a noi stessi. Tutte le nostre difficoltà non derivano dagli altri o dal mondo esterno, ma arrivano da noi e dai nostri giudizi.

Nonostante io sia una persona autonoma, estremamente solitaria, mi sono ritrovata ad avere paura di rimanere con me stessa. Non perché vada in cerca di compagnia, anzi; mi sono però resa conto che facevo di tutto per non rimanere lì ad ascoltare le mie emozioni, brutte e belle. Ho capito che non permettevo a nessuno di avvicinarsi più di tanto al mio cuore, essendo diventata una “contro-dipendente affettiva“. Ho capito che la mia mania di controllo e la mia sensibilità andavano capite, rassicurate, accettate.

Dopo avere letto decine e decine di libri di crescita personale, psicologia introspettiva, sull’uso delle parole, sulla filosofia e di mindfullness, da 4 mesi ho ripreso il mio percorso di analisi, con uno psicologo nuovo. E anche qui, dopo aver tanto pianto nelle prime sedute, e nonostante alterni giornate di super UP a giornate di DOWN totale, grazie a MATTEO, alle mie letture e ai miei esercizi di mindfullness ho capito che IO SONO IL SENSO DELLA MIA VITA. Ho acquisito una consapevolezza che non cerca senso o risposte, attende, ascolta e accoglie.

Ho ripreso a scrivere, cosa che avevo abbandonato da anni, ho iniziato a concentrarmi su di me, cerco di non scappare e provo ad ascoltarmi senza giudicarmi.

LA CONOSCENZA DI ME STESSA è il mio unico obiettivo per stare bene con me e con gli altri. Non mi predico una persona risolta perché non ho nulla da risolvere. TUTTI NOI ABBIAMO SOLO BISOGNO DI CONOSCERCI E COLTIVARCI.

Io ho sempre cercato la metà della mia mela, ma sai cosa ho capito? che IO SONO UNA MELA INTERA, {oltre che un pesce rosso che non muore se si ferma}. Questa immagine disneyana che ci hanno inculcato, non è vera. Nessuno di noi ha bisogno di qualcuno o di qualcosa stare bene. L’unica cosa di cui abbiamo bisogno è di allontanarci dal rumore quotidiano esterno per scoprire quanto siamo grandi e magnifici💥

Conosci la differenza tra bisogno e desiderio? Con il primo, ti accontenti perché non puoi scegliere (rapporti, lavoro, qualità della vita), mentre col desiderio TU DECIDI COSA FARE DI TE E DELLA TUA ESISTENZA.

Nel 2022 non si può sentire che c’è ancora chi crede che andare dallo psicologo sia per i matti. Non può esistere ancora un’ignoranza tale per cui se fai psicoterapia sei un povero disperato.

Sai chi sono i veri disperati? Quelli che vanno avanti da una vita col pilota automatico inserito e non si soffermano ad ascoltarsi, si accontentano, perché per vivere serve coraggio, mentre sopravvivere è molto più semplice.

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HANDGRIP 🤛

Oggi parliamo di mani. Forse, non tutti sanno che vi è una stretta correlazione tra forza nella presa e condizionamento totale della forza💪

In ambito medico e preventivo, il test maggiormente utilizzato per verificare lo stato di forza di un soggetto, è appunto l’ handgrip test, che tramite la stretta di un dinamometro rileva lo stato di sarcopenia dell’individuo.

Alcune persone quando iniziano ad allenarsi assieme a me, donne, ma non solo, mi chiedono se possono utilizzare i guanti perché scivola il bilanciere o vengono i calli.

Ecco, la risposta è NO ⛔, grosso come una casa, perché questo è un chiaro segnale che ci sta comunicando il nostro organismo: siamo deboli.

Essere deboli in “giovane età”, intendo dai 20 a 50 anni, significa che a 60, non saremo più in grado di alzarci dalla sedia senza deambulatore molto probabilmente.

Non possono esistere soggetti che non riescono ad aprire una bottiglia d’acqua a 30 anni (e vi garantisco che ne vedo parecchi) o che non riescono a sedersi su una sedia senza buttarcisi e senza minima tenuta muscolare delle gambe.

Ecco, questa debolezza, che se non allenata, degenera con l’avanzamento dell’età ed è una delle principali cause di morte in età adulta. Ossia, le fratture ossee🦴; che a una certa età diventa impossibile riparare, finendo allettati e con perdita di autonomia.

“Tutto questo perché non riesco ad aprire una bottiglia?” Diciamo che quella è una forte richiesta di aiuto del tuo corpo.

L’unico strumento preventivo contro la sarcopenia, la perdita di massa muscolare e consigliato per la rigenerazione di nuova massa ossea, è l’allenamento contro resistenza. Poi, se dobbiamo fare un discorso di benessere generale, è utile aggiungere anche un paio di allenamenti aerobici per mantenere il cuore in salute 🫀

Le linee guida dell’oms suggeriscono 2/3 allenamenti a settimana contro resistenza e almeno un paio di condizionamento cardiovascolare🏃🏋️

Allenare la forza generale con esercizi fondamentali come stacchi e rematore, e anche quella specifica della presa con esercizi mirati per gli avambracci, ci permetterà di raggiungere l’età avanzata (escluse patologie specifiche) pienamente autosufficienti e in salute.

Quindi, non sprecare il tuo prezioso presente, per costruire un futuro in salute 🤸🏋️

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IL MIO EX DCA 🍟🍨

Visto quanto accaduto nelle ultime settimane con gli scandali degli abusi psicologici relativi ai disturbi alimentari, subiti dalle atlete della nazionale di ginnastica artistica, ho voluto cogliere la palla al balzo per portare un po’ di sensibilità e consapevolezza sull’argomento.

I DCA sono molto più comuni di quanto si possa credere. Ne soffrono 3 milioni di italiani e sai cosa vuol dire questo? Che senza guardare la nazionale, probabilmente il tuo vicino di casa, la tua fidanzata, tua sorella, il compagno di maratone e l’istruttrice della tua palestra soffrono di uno dei seguenti disturbi:

📍 anoressia 🍽️

📍 bulimia🍮

📍binge eating o alimentazione incontrollata 🍕🍟🍨🍩

📍 obesità🧀🍔🥐

📍sindrome della fame notturna😴

Ora, a me non sorprende affatto che in ambienti di alto livello agonistico, si presentino disturbi simili, attenzione! Non li sto giustificando! Anzi! Ma non me ne meraviglio visto che li si incontra in contesti amatoriali o il più delle volte, al di fuori dell’ambito sportivo.

Quello che mi ferisce è invece che una realtà come quella dello sport dovrebbe proprio guarire questi malesseri; e invece, molto spesso, li causa.

I dca nascono per vari motivi:

📍bisogno di accettazione

📍 necessità di nascondere qualcosa

📍ideali fisici malsani e utopici

📍obiettivi sportivi irrazionali

📍frustrazione

📍senso di incomprensione

📍solitudine

📍paura

E difficilmente sono risolvibili senso l’aiuto di un professionista. Il primo passo è realizzare rendersi consapevoli del problema. Il secondo è volerne uscire.

Ti dico queste cose perché le ho vissute in prima persona. Ebbene sì, ho sofferto anche io di un disturbo alimentare e per ben tre volte nella mia vita in modi differenti.

La prima volta è stato da bambina, quando nel cibo trovavo la consolazione al mio senso di solitudine. A una decina di anni non sei in grado di capire certe cose e allora cerchi di riempire quei vuoti con i cioccolatini, gli snack e il cibo spazzatura…

Poi è arrivato il periodo peggiore, quasi 7 anni fà ed è durato quasi 2 anni. È nato perché volevo avvicinarmi a un obiettivo sportivo senza senso e insostenibile, che poi si è sommato a una sensazione di mancata accettazione da parte di chi avevo a fianco e l’ho utilizzato come mezzo per “non sentire”.

Quello che mi ha ferito di più è stato non trovare aiuto davanti alla mia confessione, perché ero “troppo forte” e così, quando non ne ho più potuto, sgomitando come una matta, mi sono cercata un obiettivo che mi permettesse di allontanarmi da quella malattia.

Mi sono buttata nell’agonismo nel bodybuilding credendo che un controllo totale del cibo, mi aiutasse a risolvere il mio problema. Così è stato, fino a quando ha creato un ulteriore DCA, compulsivo e vizioso che è durato per un altro anno…

Sì lo so, magari tu mi conosci da una vita e stai pensando che non hai mai notato nulla di strano, che mi hai sempre vista sorridente, ma un disturbo alimentare genera vergogna in chi lo vive e quindi diventa molto bravo a nasconderlo. Tutta quelle situazione mi aveva creato un altissimo stato infiammatorio, un corpo gonfio, una stanchezza perenne, debolezza all’apparato dentale e osseo, sempre di cattivo umore, insonnia, assenza di ciclo ed insoddisfazione. Ma nonostante ciò avevo sempre il sorriso.

Sai quando ne sono davvero uscita? Quando MI SONO MESSA AL PRIMO POSTO e ho deciso davvero di lavorare sulle mie paure più recondite e sulla conoscenza delle mie emozioni e delle mie azioni.

Io non so dove ho trovato il coraggio di uscirne da sola, ormai anni fà, ma volevo dire a tutte quelle persone che ne soffrono che il cibo è cibo. È gioia. È benessere. È benzina. Non è consolazione o felicità. Il cibo ti aiuta a stare davvero bene se ci instauri un rapporto sano e lo vivi con gioia, senza paura.

Spesso è lo sport stesso che porta a soffrire di un dca ma altrettanto spesso, può essere l’aiuto vero per uscirne.

Io grazie al powerlifing e alla psicoterapia ho trovato il mio equilibrio, e anche se ho dovuto passare molti momenti difficili, sono contenta di essere riuscita ad amare il cibo e usarlo nel giusto modo 🍝

Cosa sei disposto a fare per te stesso/a?

Guardati 🪞

Ascoltati 👂

Accettati 🫂

Amati ❤️

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TOUCH-TRAINING ✋

Oggi spiegherò perché, cos’è e quanto è importante l’allenamento one to one di persona, per capire e creare 🧠💪

Si parla tanto della comodità e della velocità degli allenamenti online e troppo spesso si dimentica l’importanza della comunicazione e dell’utilizzo di alcuni sensi come

📍 la vista 👁️

📍 il tatto

I nostri sensi sono importanti perché ci permettono di identificarci in determinati contesti e situazioni.

La vista, nel mio lavoro mi permette di mostrare a miei allievi un esercizio prima di farglielo eseguire, perché un conto è spiegarlo, un conto è mostrarlo. Ed è fondamentale anche per vedere come loro si muovono, perché esistono tante accortezze che sono possibili vedere solo di persona.

La comunicazione che utilizzo di persona per rapportarmi a chi ho davanti, cambia nettamente rispetto ad una comunicazione online, in quanto viene influenzata da reazione espressive e fisiche della persona che ho davanti.

Ma ciò che può andare oltre alle parole, è il tatto. Mi sono resa conto, negli anni, maturando esperienza nel mio settore e approfondendo un po’ di psicologia dello sport e della comunicazione, quanto molte volte sia di più facile ed immediata comprensione spiegare un movimento con un approccio tattile anziché verbale.

Ma cosa significa❓

Pongo un esempio: quando indico di deprimere le scapole, a voce è molto difficile da far capire, mentre mi basta semplicemente appoggiare le mani sulle scapole del ricevente e fargli percepire un leggero movimento verso il basso; così il gioco è fatto.

Oppure posso indicare ad un soggetto di caricare l’anca portandogli mille esempi verbali, o appoggiare manualmente le mie mani sul suo bacino e guidarlo, senza farlo spostare affinché appunto impari la differenza tra caricare l’anca scendendo nello squat ad esempio, invece che “sedersi sul tallone” a bacino chiuso.

💻Se da una parte è vero che la tecnologia ci ha facilitato molte azioni quotidiane, dall’altra, rimango sempre più convinta che la spontaneità e la naturalezza dell’essere umano rimane insostituibile.

Ormai siamo completamente disabituati al contatto fisico, che facilmente ci sorprendiamo quando una persona ci tocca, e siamo così incapaci di utlizzare le mani che a differenza dei nostri antenati, ci ritroviamo con mani molli, insensibili e fragili.

🤝Prova a pensare a quante persone ti danno una stretta di mano decisa… Molto poche. Invece la stretta di mano dovrebbe trasmettere tutto il carattere di una persona, la sua autostima, la sua sicurezza, la sua grinta.

Il mio invito di oggi è quello di riscoprire tutto il lato umano dell’allenamento in presenza, dove solo assieme al coach sarà possibile instaurare un rapporto di qualità, basato sulla fiducia, miglioramento tecnico ed estetico, prevenzione di infortuni e soddisfazione del lavoro fatto insieme🤝

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S.O.S. PANCIA GONFIA 💨

Sempre più persone accusano il disagio di un addome gonfio, senso di pesantezza e un intestino fuori ordine, e tante volte lo si attribuisce soltanto a certe categorie di cibi quali lievitati, farinacei o legumi 🍞🥜

Ma sta davvero solo nella tipologia di alimentazione la causa di questa sintomatologia sempre più diffusa? Ebbene no, si tratta di una problematica multifattoriale e sorprendentemente sempre più legata agli stati emotivi ☹️😠

Ora, escluse tutte quelle situazioni in cui si ha ecceduto con le quantità di cibo 🤤, ciò che potrebbe generare questa fastidiosa sensazione di gonfiore sono:

✓ bibite gasate 🥤

✓ abuso di caffeina ☕

✓ eccesso di fibre (frutta o verdura) 🥦🍉

✓ eccesso di edulcoranti, dolcificanti e aromi artificiali 🧁

✓ variazioni ormonali (periodo mestruale nella donna) 🩸

✓ eccesso proteico 🍗🍤

✓ consumo di chewing-gum 🍬

✓ masticazione e ingestione troppo veloce

E in ultimo ma non sicuramente per importanza

✓ stressor 🤯

Ti capita mai di svegliarti con il ventre bello piatto e leggero, per ritrovarti poi a sera, dopo una lunga giornata di lavoro con la pancia gonfia? Ecco, questo è un fattore molto sottovalutato, ma tutte le arrabbiature, le litigate e i malesseri emotivi che posso accadere nell’arco di una giornata, il più delle volte vengono somatizzati dall’intestino, causando così cattiva digestione, rallentamento gastrico e per l’appunto conseguente gonfiore addominale.

Addirittura, c’è chi, come me, soffre di una vera e propria patologia, che è il colon irritabile, causa di disordine intestinale dato spesso da un eccessivo coinvolgimento emotivo.

Cosa fare allora per prevenire o attenuare questo disturbo?

✓ non eccedere con fibre e dolcificanti 🍅🍬

✓ utilizzare spezie e tisane rilassanti come finocchio, anice, tarassaco e cardo 🫖

✓ non arrivare mai troppo sazi a fine pasto 🥗

✓ impostare una dieta equilibrata nei suoi nutrienti, prediligendo cibo freschi e non processati 🥑🍝🍳

✓ dedicare la giusta attenzione sia alla masticazione che alla deglutizione, appoggiando la forchetta tra un boccone e l’altro se necessario 🍴

✓ utilizzare al bisogno carbone vegetale o simeticone per ridurre eventuali gas intestinali 💨

✓ ritagliarsi del tempo per rilassarsi e meditare 💆

✓ praticare costante attività fisica 🤸

✓ allenare la respirazione diaframmatica 🧘

✓ affidarsi anche a un supporto psicologico potrebbe essere un altro strumento per migliorare il proprio benessere psicofisico ☺️

Ora capisci che bisogna lavorare su tutti i fronti per cercare una sensazione di benessere globale perché il nostro organismo è una macchina perfetta, e quando non funziona anche solo una cosa, è facile che tante altre, a rotazione crollino.

IMPARIAMO A PRENDERCI CURA DI NOI 🌟

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ASSOMIGLIA A TE 🪞

Il mio lavoro principalmente consiste nell’ascoltare.

Le persone che si rivolgono a me, mi confidano le loro paure, le loro insicurezze, i loro disagi, i loro malesseri e le loro fissazioni…

Ma anche

I loro desideri, i loro sogni, le loro speranze e la loro voglia di cambiare

Dietro ai loro racconti, le persone rivelano ciò che hanno dentro, quello che non gli permette di vivere serenamente con se stesse…

Non parliamo solo di un disagio estetico, ma di una vera e propria incapacità di riconoscersi nell’immagine di sè.

Molte volte la nostra idea si dissocia dalla realtà e troppe volte vorremmo essere chi non siamo.

Durante la prima consulenza, tanti clienti esordiscono con: “ecco, io vorrei avere il fisico di…”

Ma questo non potrà mai succedere, perché troppi fattori contribuiscono ad assemblare la tua immagine e la tua persona: ormoni, proporzioni, leve, genetica, esigenze di vita quotidiane…

Cioè se tu vuoi assomigliare a Belen, ma sei di costituzione androide e per di più, non hai le disponibilità economiche di permetterti certi interventi chirurgici, ecco, come Belen non ci diventerai mai, nemmeno con la sua dieta e col suo personal trainer!

Ma sai cosa puoi fare? PUOI MIGLIORARE TE STESSO. Puoi creare delle proporzioni migliori ed esteticamente più accattivanti seguendo un piano alimentare aggiustato sulle tue necessità e un programma di allenamento che va a delineare e definire i tuoi punti critici 🏋️

Ma soprattutto PUOI GUARDARTI DENTRO E VALORIZZARE CIÒ CHE HAI E CHE SEI, probabilmente migliore di qualsiasi modello che ti poni come esempio.

Puoi lavorare sulla tua autostima che assieme all’allenamento fisico, possono aiutarti a migliorare la tua percezione di te💎

Sai per quanti anni non ho fatto altro che lamentarmi sul fatto che:

“vorrei le cosce un po’ più fini…. Vorrei le spalle più rotonde… Vorrei le braccia più spesse e gli addominali più in vista…”

Per tanti anni ho cercato di assomigliare ai ‘modelli-bikini” per cui ho gareggiato in passato, finché un giorno mi sono guardata allo specchio e togliendomi la maglietta, mi sono sentita un po’ come un Ferrero Rocher spogliato della sua carta dorata…

Dopo 3 anni di allenamenti fini a se stessi, mi sono finalmente assaporata per quello che sono… è vero, le spalle non sono ancora minimamente come le vorrei, ma le braccia sono cresciute… In parte ho dei bei tricipiti pieni, ma dei bicipiti scarsi, le gambe non sono snelle come quelle delle bikini, ma hanno raggiunto una forma muscolare che mi piace. Poi c’è lui, l’addome…. Invidiato dalla maggior parte delle persone a costo di digiunare … Invece io ce l’ho lì, un po’ per pred,isposizione 1 genetica e in gran parte grazie alla costanza nell’allenamento e nel seguire una dieta quanto più varia possibile dettata dalle mie esigenze.

Ho smesso di voler assomigliare ad Anita Herbert o Anlella Sagra.

Mi sono mangiata quel Ferrero Rocher e non lo cambierei più con nessun Mon Cheri! Perché dentro quel Rocher c’è un cuore di nocciola coltivato con sacrificio, passione e dedizione 🥜

Il consiglio che oggi mi sento di darti come allenatrice, come coach (e come appassionata di dolci 🍫) è quello di elevare le tue qualità e migliorare quei lati di te che esteticamente non ti piacciono, ma non ricercare l’amaro del Mon Chéri, ma per poter assaporare finalmente con piacere quel cuor di nocciola tanto prezioso quanto unico 🦄

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PERSONALIZZAZIONE 🔑

Palate di esercizi strambi, impossibili, impraticabili anche per il più coordinato degli atleti, proposti a chi, per le prime volte sta approcciando al mondo del fitness.

Il marketing, per vendere un prodotto unico, propone una miriade di “protocolli” diversi e difficili, nuovi e sempre più nuovi, così tu, non riuscendo nemmeno ad associare i nomi corretti, ti scoraggi alla terza volta che ti ritrovi con la scheda tra le mani e affermi che “la palestra non fà per te”

Ma ti dico io qual’è la verità: sono l’ignoranza e la non curanza, ciò che non fanno per te.

Ormai tutti ti propongo “programmi personalizzati”, ma cosa vuol dire personalizzato? O cosa dovrebbe fare un trainer o un coach per proporti una scheda personalizzata?

Innanzitutto dovrebbe:

🔍 guardarti, eseguire un esame posturale per rilevare quali disequilibri o limiti propone il tuo corpo

📝 farti fare dei piccoli test per capire se sei in grado di eseguire gli esercizi che ti propone

🤸 insegnarti a muovere il tuo corpo in relazione allo spazio e solo in seguito sotto carico

🦶 darti una buona conoscenza propriocettiva

🏋️ insegnarti pochi esercizi e insistere a farteli far far bene

Questo vuol dire che ci sono delle basi uguali per tutti, che vanno adattate alle caratteristiche fisiche individuali di ognuno.

Esercizi di “semplice comprensione” ma complessi nel loro insieme, e che sono quelli che realmente ti aiuteranno a migliorare:

Coordinazione

✓ Mobilità

Stabilità

Propriocezione

Forza

Agilità

Concentrazione

Estetica

Moltissimi clienti che si rivolgono a me, sono già stati seguiti in passato da altri trainer, e arrivano da me con mezzi squat senza senso, push up fatti di pancia, stacchi mischiati a rematori, senza sapermi dire perchè gli sono stati proposti! Però! Gli hanno fatto usare le pedane destabilizzanti!!!!

Tutto ciò non ha senso. Prima imparo BENE a stare su 2 piedi e poi posso pensare di diversificare gli esercizi con stimoli diversi F

Faccio 1 esempio pratico: LO SQUAT

Come si fà squat DEVE essere uguale per tutti, nel senso che devo sapere sganciare il bilanciere, devo sapermi posizionare al centro del piede, devo preservare le normali curve della schiena e devo sapere che quello squat deve avere una linea di partenza e una di arrivo.

Quello che può cambiare è la stance dei piedi, larghi o stretti in base a mobilità e leve, la presa sul bilanciere che può essere a pollice fuori o dentro, l’altezza del bilanciere sulla schiena, high o low e la profondità che è dettate dalle esigenze individuali:

Powerlifting: angolo dell’anca sotto quello del ginocchio

Weightlifting: molto più profondo

Bodybuilding: dipende dal contesto

Fitness medio: ALMENO a parallelo

È inutile inventarsi squat con kettlebell sopra la testa, su un piede solo e con una mela in bocca.

Facciamo poche cose ma facciamole fatte bene e miglioriamole di volta in volta utilizzando varianti degli stessi esercizi.

Se fino ad ora non sei migliorato, è perché nessuno ti ha spiegato cosa e come farlo!

PERSONALIZZIAMO SÌ, ma SENZA INVENTARCI NULLA, perché si sa che le cose che funzionano sono sempre quelle che si fanno da più tempo e rimangono immutate col passare del tempo e delle mode!

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